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Intercettazioni e privacy/ Privacy and C.

(Parte seconda)

(...) cosa devo fare per rendermi conto che mi stanno spiando, sia come azienda sia come individuo, come faccio?

Da questo marasma mediatico la gente si sente osservata nella propria intimità, significativo, ad esempio, il fatto che mia madre mi abbia posto la stessa domanda. La mia risposta in questo caso è stata la seguente: Ma se anche ti sentono a te cosa importa?
Ingigantire a dismisura una notizia fine a se stessa è profondamente sbagliato, secondo me. Quando si danno notizie facili di rapimenti, di estorsioni e di atti criminosi in qualche maniera si alimenta l’immaginario collettivo. L’informazione, il servizio giornalistico non ha più alcun valore se non tratta di qualcosa di eclatante, tragico e forse anche con un po’ di violenza. Per quel che mi riguarda sono contrario anche alle conferenze stampa dei vari organi di polizia. Inoltre c’è quella voglia di protagonismo cui alcuni evidentemente aspirano, per questo è facile avere in prima pagina l’inchiesta che fa scalpore e che, alla fine, si rivela una grossa bufala. Questo è un comportamento profondamente contrario all’etica, a mio parere.
Ribadisco una cosa che per me è un assioma: se le intercettazioni sono autorizzate dalla Procura o dalla Magistratura, per me sono doverose. Se sono abusive sarà la stessa Magistratura a punirle.

Bene, ma torniamo allo spionaggio industriale, cosa si deve fare? Lei dice che la prevenzione risolve buona parte dei problemi, ma ipotizziamo che la fase preventiva sia ormai impossibile attuarla, cosa si deve fare?

Cercare di limitare i danni.

Come hanno fatto quelli della CocaCola?

Capisce che riuscire a dimostrare un’azione dolosa nei propri confronti può avere delle conseguenze micidiali per le aziende che hanno incaricato gli spioni, oltre che per gli spioni stessi, arrecando danni che possono essere micidiali.
E’ chiaro che tutte queste situazioni vanno affrontate in maniera veramente rigorosa e professionale, valutando ogni singolo aspetto della questione. Mi trovo spesso in disaccordo con gli avvocati.
A mio avviso, il vero “principe del foro” è quello che valuta la questione dal punto di vista del Magistrato.

Ma quanto la legge tutela l’azienda italiana?

A mio avviso poco ed in modo molto blando.

Per favore mi dica di più.

Un’azione di spionaggio può essere realmente catastrofica, invalidando anni di investimenti in ricerca e sviluppo, invalidando anche i brevetti.
Lei capisce che lo spiato perde molto di più della spia.

Ma questo vuol dire che spiare conviene.

Purtroppo, vista l’ampia letteratura a riguardo, devo dire di si.
Con questo intendo dire che questo avviene in Italia anche perché non siamo preparati culturalmente a questi aspetti.

Può fare un esempio concreto?

Lasciare il libero accesso ad una serie di uffici quali la dirigenza, l’ufficio progettazione, l’ufficio acquisti e via di seguito comporta già di per sé invitare a commettere atti più gravi. E qui mi ricollego a quanto dicevo prima cioè sulla gestione del personale: qualche mese fa, durante un sopralluogo per verificare la messa in sicurezza di un’azienda ho notato, con sorpresa, il manutentore dei muletti elettrici che vagabondava per l’azienda stessa osservando con particolare interesse le difese installate. Alla mia richiesta di motivare sia la sua presenza in quei luoghi sia il suo comportamento, oltre ad invitarlo a contenere la sua presenza nel luogo di lavoro a lui assegnato, questi ha avuto una reazione veemente con momenti di tensione e parole grosse. Questo è un semplice esempio di ciò che non dovrebbe accadere, anzi questo non deve mai accadere. Per farle capire meglio le racconto un’altra vicenda accaduta qualche anno fa: una serie di furti in diverse aziende dello stesso settore merceologico portavano inequivocabilmente la stessa “firma”, cioè si capiva che avevano un comune denominatore. Dopo aver messo in sicurezza due di queste aziende e visto che tutti i titolari delle aziende derubate si conoscevano, abbiamo riunito cinque di questi ad un tavolo comune. Da ciò si è potuto evincere che l’unica cosa che li accomunava era una struttura esterna che curava, a tutte indistintamente, delle manutenzioni. Passata l’informazione agli organi competenti si è arrivati all’individuazione dei responsabili e a sgominare la banda.
E fino a qui abbiamo parlato di persone fisiche che possono commettere il misfatto, ma dobbiamo anche considerare un’altra spia: quella virtuale. Nelle nostre verifiche sui sistemi di sicurezza aziendali effettuiamo anche prove di sicurezza informatiche. Ebbene, su cento tentativi di intrusione nei sistemi telematici, generalmente ottantacinque vanno a buon fine. Questo significa che spesso le aziende non sono sufficientemente protette dagli “intruders” telematici, anche perché in questo caso antivirus e firewall vari non sono assolutamente sufficienti.
E’ molto importante che si organizzi una protezione anche a livello virtuale.
Torniamo cioè al principio di prevenzione e non di rimedio a “buoi scappati”.
Il nostro politico per antonomasia diceva che a pensare male si commette peccato, ma spesso ci si azzecca….

Va bene, ma un’azienda cosa deve fare?

Rivolgersi a professionisti con esperienza e referenze, organizzarsi e verificare costantemente i propri standard.

Ma come si fa a trovare un professionista, visto che lei stesso dice che non ce ne sono molti in giro?

Vede, il problema sta nel fatto che buona parte degli investigatori privati danno le risposte che il cliente vuole sentire, ed in questo sono esattamente identici ai maghi della televisione.
Bisogna avere il coraggio di dire ai clienti la nuda e cruda verità e cercare con loro le soluzioni migliori.
Purtroppo il cliente, spesso, non è disposto ad ammettere i propri errori, vuoi per bontà o per eccessiva fiducia.
Ed una cosa che mi ha sempre stupito è il fatto che le associazioni di categoria non abbiano mai fatto pressione a sufficienza verso gli organi preposti perché fosse attuata una politica di protezione più salda e severa per la tutela dei diritti aziendali, perché un’azienda tutelata tutela il posto di lavoro.
E tutelare contro lo spionaggio non è tutto.
Pensate a tutte le aziende che si trovano in difficoltà a seguito di una truffa ben eseguita………. Ma se lo riterrà opportuno, delle truffe ne parleremo in un altro momento. L’argomento è importante e pericoloso e deve essere trattato nei dovuti modi.

Ma scusi, vista la sua esperienza, ha mai pensato di preparare dei manuali essenziali per i vari momenti?

Potrebbe anche essere un’idea simpatica, al limite lo facciamo insieme, teniamo conto però che non esiste un cliché attuabile in ogni situazione perché ogni storia è una storia a sé, ogni azienda è un piccolo universo ed ogni avvenimento deve essere trattato singolarmente.
Io dalla mia posso ritenermi fortunato.

Perché?

Perché collaborando spesso con gli organi di Polizia Giudiziaria ho occasione di toccare con mano tante piccole realtà differenti, che per me sono di grande insegnamento e di seguito diventano bagaglio di esperienza. Anche per questo quando le dico che è difficile trovare dei veri professionisti è perché i veri professionisti difficilmente si affacciano alla ribalta. Pensi al povero Callipari, l'agente del Sismi ucciso in Iraq, diventato famoso per la sua tragica morte e che prima era un perfetto sconosciuto ai più, come la sua funzione ed il suo ruolo imponevano.

Mi spieghi meglio questo concetto.

Le rispondo dribblando la sua domanda: alcuni anni fa ho avuto il piacere di assistere ad una festa di un Corpo dello Stato. Il Comandante ha premiato tutta una serie di personaggi per una serie di atti importanti ed ero sempre in attesa di sentire il nome di due personaggi con i quali avevo avuto la fortuna ed il privilegio di operare ma questi non sono né chiamati né premiati (quanto meno ufficialmente). Quando stupìto ho chiesto loro come mai mi hanno risposto con un sorriso.
La conclusione è che non sempre il vero professionista si trova sulle pagine gialle.

Caro signor De Fecondo si prepari bene perché il suo accenno alle truffe mi ha incuriosito molto. La prossima volta che ci troviamo le farò un terzo grado su questo argomento.

Si accomodi.

Intervista in materia di privacy rilasciata al periodico IL MASSIMILIANO - Settembre 2007
 
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